Listening tip: Dietrichs – live Bahdu
- Natalie Peters

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 2 giorni fa

Il 27 marzo, Relative Pitch Records ha pubblicato Live Bahdu, una registrazione del concerto dei Dietrichs al Ear We Are Festival di Biel nel 2025.
Sapevo subito che dovevo ascoltarla, perché ero stato lì in sala. E devo dire che raramente, davvero raramente, un concerto mi ha letteralmente travolto come questo di Don Dietrich, il leggendario sassofonista free jazz, e sua figlia Camille Dietrich, una violoncellista dal temperamento selvaggio e di formazione classica.
Questi due non sono per i deboli di cuore. Un duo hardcore proveniente dalla scena newyorkese dell’avanguardia, della musica sperimentale e improvvisata.
Ero equipaggiato con tappi per le orecchie a Biel, eppure già dalle prime note sono rimasto senza fiato per la potenza sonora. Si gettano in una forza musicale che travolge e cattura completamente. Libertà a tutto volume. Radicalità senza compromessi. La musica viene spinta al suo estremo, e proprio lì si manifesta una bellezza, una forza primordiale che mi affascina profondamente.
Non so se “cruda” sia il termine giusto. Qui suonano due musicisti con notevole padronanza. Sembra piuttosto che strappino alla musica tutto ciò che è piacevole e sotto ne rivelino un corpo vivo e infinito, profondamente presente e allo stesso tempo attraversato da un genio che trascende tutte le epoche. L’intera evoluzione della musica è contenuta, ma diventa valida solo nel momento in cui viene toccata, aperta e ricreata da loro. Questo duo mi ha spinto ripetutamente ai miei limiti e oltre. Mozzafiato.
Ammetto che mi avvicino lentamente alla registrazione. Prima la ascolto con le cuffie, e risulta strano dover improvvisamente controllare il volume da solo. Poi la riproduco tramite altoparlanti, lasciando che il suono riempia la stanza. Naturalmente mai con la potenza del concerto, ma questo mi permette di seguire più consapevolmente quanto siano incredibili nel suonare, comporre e lanciarsi continuamente nella libertà.
Unici, secondo me. Senza artifici. Amo questa registrazione. I Dietrichs, due musicisti devoti alla follia del suono.
Ecco alcune righe dalla loro descrizione su Bandcamp:
«Non suonano semplicemente insieme, travolgono. Il loro suono inonda la stanza, inghiotte l’aria, penetra nei sensi e lascia il pubblico scosso, estasiato e ancora profondamente segnato molto tempo dopo che l’ultima nota è svanita.»




Commenti